Cooperative Compliance: aggiornamento linee guida Tax Control Framework (TCF) e nuovo modello di adesione al Tax Control Framework (TCF) semplificato per le PMI.

L’Agenzia delle Entrate ha approvato, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, due provvedimenti riferiti al regime di cooperative compliance (adempimento collaborativo).
Il primo (provvedimento 28 gennaio 2026 n. 33973) inerente alle Linee Guida per la redazione del TCF, il secondo (Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 3 febbraio 2026 (Prot. n. 42022/2026)) inerente alle modalità di adesione al TCF semplificato di cui all’art. 7-bis del d.lgs. 128/2015.

Con il provvedimento 28 gennaio 2026 n. 33973, l’Agenzia delle Entrate ha integrato le Linee Guida per la redazione del TCF pubblicate con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 10 gennaio 2025 (aggiornato al 7/08/2025), funzionali all’adesione al regime di cooperative compliance. Il provvedimento ha fornito istruzioni specifiche in merito alla “Possibilità di retrodatare una Business Combination Under Common Control in ambito IFRS” e al “Trattamento contabile e fiscale dei piani di stock option/grant da parte dei soggetti che applicano i principi contabili nazionali” e prosegue quindi il percorso avviato dall’Amministrazione finanziaria fin dallo scorso anno, volto a facilitare l’adesione al regime di cooperative compliance, permettendo una miglior gestione del rischio fiscale (in armonia con quanto stabilito nelle linee guida) e facilitando l’ottenimento della certificazione del TCF. Si tratta del secondo aggiornamento delle Linee Guida, dopo il Provvedimento del 7 agosto 2025 che aveva fornito istruzioni in merito al “Recesso anticipato da un contratto di commodity swap: trattamento contabile e fiscale”, “Trattamento contabile, ai fini delle imposte sui redditi, del corrispettivo per la concessione del diritto di superficie”, “Emissione e chiusura di un prestito obbligazionario convertibile a tasso zero: trattamento contabile e fiscale”.
In tale prospettiva è probabile, e auspicabile, che in futuro l’Agenzia delle Entrate proceda a ulteriori integrazioni delle Linee Guida, andando ad individuare ulteriore fattispecie suscettibili di incrementare il rischio fiscale.

Il secondo Provvedimento in commento, del 3 febbraio 2026 (Prot. n. 42022/2026), ha invece approvato il modello di adesione al regime opzionale ex art. 7-bis d.lgs. 128/2015 (c.d. TCF semplificato), individuando le modalità di presentazione della domanda di adesione e la documentazione da allegare.

Il Provvedimento specifica come l’Agenzia delle Entrate debba verificare l’adeguatezza del sistema di misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale e che questo sia dotato della certificazione prevista dalla normativa. Individua anche l’Ufficio competente a ricevere le domande e le istanze di interpello. È inoltre previsto che l’Ufficio competente debba dare riscontro dell’istruttoria entro 120 giorni dalla data di ricevimento della domanda.

Si completa così il quadro precedentemente delineato dal MEF con il decreto attuativo 9 luglio 2025, definendosi l’ambito applicativo e le modalità operative del TCF semplificato, destinato a tutti quei soggetti (quali le PMI) che non incontrano i requisiti di adesione al regime ordinario di cooperative compliance.

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