Mutui fondiari Barclays indicizzati al franco svizzero: nulle le clausole sulla doppia indicizzazione finanziaria e valutaria

Con sentenza n. 3602 del 13.9.2025, il Tribunale di Salerno è intervenuto sui mutui fondiari con doppia indicizzazione al tasso Libor CHF e al cambio franco svizzero/euro offerti da Barclays tra il 2003 e il 2010, dichiarando l’illegittimità delle clausole relative al meccanismo di indicizzazione valutaria per violazione delle norme poste a tutela del consumatore (artt. 34 e 35 Codice del consumo e artt. 4 e 5 Dir. 93/13/CEE).

    Il prodotto, offerto come sicuro e conveniente, si è rivelato particolarmente oneroso per i mutuatari, non solo per il tasso variabile, ma soprattutto per l’indicizzazione al franco svizzero, che negli anni si è fortemente apprezzato sull’euro. Ne sono derivati maggiori costi per il consumatore in caso di estinzione anticipata e incrementi della rata mensile, mediante un complesso sistema di conguagli su un conto deposito accessorio.

    Il Tribunale, richiamando il principio espresso dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 23655/2021, ha dichiarato nulle le clausole contestate per difetto di trasparenza e in quanto idonee a generare un significativo squilibrio a danno del consumatore. Il contratto, infatti, non illustra in modo chiaro il funzionamento della doppia indicizzazione, né i meccanismi di conguaglio e rivalutazione, impedendo al consumatore di comprendere i rischi legati al tasso di interesse e di cambio e le possibili ricadute economiche, fino all’eventualità di dover restituire un capitale superiore a quello ricevuto.

    Il Tribunale ha inoltre stabilito che le clausole in questione sono idonee a determinare un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, in quanto l’alea del cambio è posta unilateralmente a carico del consumatore: mentre la prestazione della banca non è indicizzata ed è resa con l’erogazione del finanziamento, il consumatore rimane esposto per l’intera durata del rapporto a una doppia alea.

    Accertata l’inefficacia delle clausole, il Tribunale ha applicato il rimedio della nullità di protezione previsto dal Codice del Consumo, che consente di colpire le sole clausole vessatorie senza travolgere l’intero contratto, e ha ordinato a Barclays la restituzione delle somme versate sulla base delle clausole nulle, oltre al pagamento degli interessi.

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