I dividendi non sono frutti civili
I dividendi non sono conseguenza dell’utilizzo della res, ma rappresentano il portato di un’attività economica di produzione e scambio di beni e servizi e sono conseguiti in tanto in quanto vengano ottenuti utili nell’esercizio dell’attività d’impresa, che poi la società decida di distribuire. Questo il principio di diritto affermato dalla Corte di Cassazione, con sentenza n. 34221 del 26.12.2025
Secondo il Giudice di legittimità, agli utili o dividendi agli azionisti manca il requisito dell’automaticità, funzionale al concetto giuridico di frutti, civili o naturali. Mentre i frutti civili si distaccano dal capitale al momento della loro maturazione e dunque presentano il carattere della periodicità, i dividendi non maturano automaticamente, né, quindi, possono considerarsi come un corrispettivo del godimento di capitali da parte di terzi.
La distribuzione dei dividendi è deliberata dall’assemblea, sicché non esiste un diritto all’ottenimento degli utili, se non di quelli la cui misura sarà stabilita appunto dall’assemblea stessa. Prima della delibera assembleare, gli azionisti godono di una semplice aspettativa: non è dunque configurabile un diritto del socio agli utili senza una preventiva deliberazione assembleare in tal senso, rientrando nei poteri assembleari - in sede approvativa del bilancio - la facoltà di disporne l'accantonamento o il reimpiego nell'interesse della stessa società.