Copyright e IA generativa: verso maggiore trasparenza e remunerazione equa
Lo scorso 28 gennaio la Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo ha rilasciato il Rapporto (relatore Axel Voss - PPE, DE) su “Copyright and generative artificial intelligence – opportunities and challenges” 2025/2058 (INI), contenente una serie di proposte per garantire piena trasparenza ed equa remunerazione in favore dei titolari dei diritti su contenuti protetti da copyright utilizzati nell’ambito dell’IA generativa. Il Rapporto è stato approvato con 17 voti favorevoli, 3 contrari, 2 astenuti.
Il testo adottato recepisce gli Emendamenti discussi a settembre 2025. Nel mese di marzo, il Rapporto sarà sottoposto al voto del Parlamento in seduta plenaria.
Il punto di partenza è ben rappresentato nella seguente affermazione: “(…) l’uso di contenuti protetti dal diritto d’autore e dai diritti connessi come dati di addestramento per modelli di IA generativa, senza equa remunerazione per i titolari dei diritti, crea uno squilibrio sistemico nell’ecosistema del diritto d’autore a loro danno, minando così la sostenibilità economica del settore creativo nell’Unione europea, soprattutto considerato che, attualmente, i titolari dei diritti non possono esercitare facilmente o efficacemente il loro diritto di opt out dall’eccezione prevista dall’articolo 4 della direttiva CDSM, né verificare se il loro opt out sia stato rispettato” (Premessa H, traduzione libera).
I principali temi trattati sono:
- applicazione della disciplina UE sul copyright a tutti i modelli e sistemi di IA generativa disponibili nel mercato unico europeo, indipendentemente dal luogo di addestramento;
- obblighi di piena trasparenza per fornitori e deployer di modelli e sistemi IA, attraverso redazione di un elenco dei contenuti protetti utilizzati e registrazione delle attività di crawling effettuate;
- regole per la concessione di licenze su contenuti protetti per l’IA generativa, favorendo accordi collettivi volontari per settore, con riconoscimento di una remunerazione equa e adeguati meccanismi di rifiuto da parte degli aventi diritto (registro opt-out);
- garanzia di pluralismo e libertà dei media, anche attraverso un controllo sull’uso dei relativi contenuti nell’addestramento dell’IA generativa, e protezione dalla diffusione di contenuti alterati o manipolati;
- negazione della protezione del diritto d’autore relativamente a contenuti realizzati esclusivamente attraverso l’IA generativa.
L’iniziativa intende rispondere a quesiti legali urgenti sull’interazione tra IA generativa e copyright, bilanciando gli interessi coinvolti e riconsiderando gli strumenti giuridici esistenti.