L’inserimento di AI Overview nel motore di ricerca di Google è all’esame della Commissione UE per diverse possibili infrazioni: Digital Services Act, disciplina antitrust e copyright.
Il 29.04.2026 l’AGCOM, quale Coordinatore nazionale per i servizi digitali, ha deliberato l’invio di una segnalazione alla Commissione UE, invitandola a valutare l’apertura di un procedimento di infrazione del DSA da parte di Google per avere inserito in Google Search la funzione AI Overview. Tale funzione genera risposte sintetiche, fondate su contenuti di terzi, che, collocate nella parte alta della pagina dei risultati, riducono la visibilità e reperibilità dei link ai siti originali di editori e giornalisti, con l’effetto, ormai accertato, di produrre una rilevante riduzione dei clic verso gli stessi.
Nella segnalazione, che nasce da un reclamo formale della FIEG, l’AGCOM contesta:
- insufficiente trasparenza dei sistemi di raccomandazione: l’utente non è posto in condizione di comprendere come e sulla base di quali contenuti è costruita la risposta di AI Overview;
- rischio di disinformazione: AI Overview incorre in errori e “allucinazioni” e non offre all’utente strumenti per verificare facilmente le fonti e risalire al materiale originale;
- rischi sistemici per pluralismo e libertà di informazione: Google Search si è trasformato da “motore di rinvio” a “motore di risposta” e, riducendo drasticamente l'incentivo a cliccare le fonti originali, compromette la sostenibilità economica dell’editoria e la libertà di espressione e informazione, a danno soprattutto di editori piccoli e indipendenti.
L’inserimento dell’IA generativa nel motore di ricerca di Google aveva già prodotto reazioni: a dicembre 2025 la Commissione UE ha avviato un’indagine per violazione dell’art. 102 TFUE e a febbraio 2026 l’European Publishers Council ha proposto reclamo formale alla Commissione UE per abuso di posizione dominante e violazione del copyright. Si contesta a Google di utilizzare i contenuti web di editori e giornali senza autorizzazione, senza adeguata remunerazione e senza effettivi meccanismi di opt-out per i titolari dei diritti rispetto all’utilizzo dei propri contenuti (se non a costo di un peggioramento dell’indicizzazione nei risultati di ricerca). Google, da un lato, ha abusato di un accesso privilegiato ai contenuti per addestrare i propri modelli di IA, creando uno svantaggio competitivo per altri sviluppatori di IA e, dall’altro, ha ridotto traffico e ricavi per gli editori, compromettendo la sostenibilità dell’informazione professionale.